Archivio per Novembre 2008

Scuola: cosa si diceva 60 anni or sono?

“Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in un alloggiamento per manipoli; ma vuole istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia perfino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di stato. E magari si danno dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo apertamente trasformare le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tenere d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi, ve l’ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico”

(Piero Calamandrei, in “Scuola Democratica”, 20 marzo 1950.)

Non penso siano necessari commenti… Calamandrei è stato profetico sotto parecchi punti di vista…
Grazie ad Elena R. per il testo.

The “Everyday Show” – EPISODIO 86 “Al Silenzio, tornano i COREYA”

Che bello rimettersi davanti al microfono. Che bello ritrovare le forze per farlo dopo giornate sfiancanti al lavoro e ad una vita sempre di corsa tra architetti, piastrellisti e aguzzini vari. Mi sento davvero bene!

Oggi parliamo di:

Stargate e Ultimatum alla Terra

DDL Anti-Blog: una seconda LEVI-PRODI? No grazie!

Fotografati Pianeti Extrasolari

Phoenix su Marte: TRIONFO!

Coreya: In uscita il 28 novembre “AL SILENZIO”

La band “Confusion Is Next”

LE BAND DI OGGI

Rebolt – SAM (Stargirl And Me)
Game Over – Cataclysmic Clash (Mega Man 3)
Coreya – El sueno es la vida
Leaf Hound – Too many rock’n'roll times
Confusion is next – The river
Glasshouse – Some kind of rescue

>> SCARICA L’EPISODIO 86 <<

DDL “anti-blog”: ci risiamo!

Apprendo da PUNTO INFORMATICO, da un articoloa  firma di Luca Spinelli che un nuovo DDL dopo il famigerato “Prodi-Levi” sta seriamente mettendo in pericolo la libertà di parola in rete.

Questa volta l’obiettivo è sempre quello di schedare i blogger, tenerli sotto controllo e obbligare l’iscrizione degli stessi al Registro degli Operatori di Comunicazione (ROC)… escludendo siti personali e blog singoli e collettivi che non costituiscono il frutto di un’organizzazione imprenditoriale.

Come al solito in Italia, il regno delle cose “dette e non dette”, si resta sul vago per colpire pesantemente all’occorrenza. In poche parole, vi basterà avere un banner pubblicitario o un semplice Google AdSense per essere considerati prodotto di stampa.

Sapete cosa ne penso? Questo è solo l’inizio. Abbiamo bisogno ancora di qualche prova per capire che ci stanno davvero prendendo per il culo?

Sono davvero schifato… La Cina è più vicina…

Change. Can happen.

Ce l’ha fatta. Dalle urne statunitensi è emersa una chiara volontà di cambiamento da parte dell’elettorato. Finalmente un afro-americano è il primo inquilino della Casa Bianca! Le lotte di Jesse Jackson, del Reverendo King, di Malcom X e di centinaia di attivisti per i diritti civili dentro e fuori gli Stati Uniti d’America sono giunte oggi ad un passo decisivo.

Barack Obama è il 44mo Presidente degli Stati Uniti.

Un presidente che ha costruito la propria identità politica e morale nei quartieri più poveri ed emarginati di Chicago; un presidente che in gioventù si divideva tra le parrocchie della comunità nera e l’insegnamento di diritto costituzionale e che ha costruito un programma elettorale in netto contrasto con la politica becera ed ottusa di otto anni di amministrazione Bush. In questi giorni sto leggendo “La Promessa Americana – Discorsi per la presidenza” (Saggine – Donzelli Editore), una raccolta dei principali discorsi politici di Obama, dal 2002 ad oggi; ciò che emerge, è un programma ambizioso, che si snoda sui classici fronti della politica, ovvero il welfare, l’istruzione, l’economia, il sociale, la politica estera ed energetica; si tratta di un programma che mai cade nel banale ma sembra dettato da un concetto che ormai sembra abbandonato dalla maggior parte degli uomini politici… Il buonsenso. Vi consiglio, se ancora non lo avete fatto, di approfondire la vostra conoscenza con quest’uomo e le sue idee; ne vale davvero la pena. Non voglio parlare delle beghe politiche italiane, che anche oggi si sono trascinate stanche tra i corridoi di Montecitorio… Di queste cose tristi magari parlerò nella prossima puntata del podcast. Voglio semplicemente chiudere il post con un augurio… So che di certo Barack Obama non passerà da queste parti ma mi esprimo comunque.

Che questo sia il mandato presidenziale della logica e del buonsenso. L’America e il Mondo ne hanno un assoluto bisogno.

Change. Can happen. Go Democrats!!!