Università… Senza vergogna!
20 02 2008Sono appena venuto a conoscenza di una notizia che sinceramente mi ha messo il vomito ma è un chiaro indice di come funzionano le cose in Italia.
La tesi di una mia carissima amica (in parte lavoro fisico anche del sottoscritto) è stata presa, riadattata ed utilizzata per la pubblicazione di un articolo su una prestigiosa rivista scientifica. E indovinate: nessuno dei poveri tapini che hanno raccolto, collezionato, ricercato, integrato e discusso gran parte dei dati è stato citato in questo lavoro!
Ecco come funziona l’università italiana, e sapete cosa vi dico: sono STRA contento di esserne uscito, nonostante avessi tutte le carte in regola per poter arrivare ad un posto di PhD per merito scolastico. Preferisco un milione di volte farmi il culo quadrato dalle 8.30 alle 17.30 (e alle volte anche di più e di sabato e domenica) come impiegato, prendere uno stipendio fisso e modesto a fine mese e sentirmi gratificato da ciò che faccio, sentirmi integrato tra i colleghi e amato dalla gente che veramente conta piuttosto che vedere la mia dignità calpestata in modo infame da baronie, proprità e metodi da università ottocentesca.

















che stronzo!
spero che la tua amica denunci la cosa a chi di dovere
Lo spero anche io sinceramente, dato che anche lei ormai è slegata dall’ambiente universitario. Cercherò qualche precedente in modo da potergli dare appigli.
Storia vecchia…purtroppo in Italia è così da sempre (il che ovviamente non implica che dovrà essere così per sempre…qualcosa sta cambiando anche in questo campo). Per quanto riguarda la denuncia, la vedo dura…soprattutto se a utilizzare la tesi per l’articolo è stato il relatore stesso.
E lo schifo continua ancora!Anche io, Bea, ero vittima del sistema “Pare-Universitario”fino a qualche anno fa, credevo fosse migliorato! Mi unisco al tuo orgoglio Paolo, fatta eccezione per l’argomento “lavoro” e “colleghi” sui i quali credo non si debba MAI fare affidamento soprattutto per valutare ciò che conta davvero nella vita.
Pensa che quando avevo la sfiga di essere “studentessa universitaria” alcune compgane dopo la riconsegna dell’esame scritto di tedesco, tra occhioni brillanti e amoreggianti, prendevano il proprio compito e si facevano aumentare i punti per passare l’esame mettendo il “manoscritto” controluce e dicendo che avrebbe fatto fede la risposta celata dal quintale di bianchetto che controluce era evidentissima nonostante vi fosse scritto sopra tutt’altro!
Fiera ancora oggi di aver lasciato ad altri la carriera universitaria, un po’ meno delle motivazioni ch emi ci hanno spinta.