Sono appena venuto a conoscenza di una notizia che sinceramente mi ha messo il vomito ma è un chiaro indice di come funzionano le cose in Italia.
La tesi di una mia carissima amica (in parte lavoro fisico anche del sottoscritto) è stata presa, riadattata ed utilizzata per la pubblicazione di un articolo su una prestigiosa rivista scientifica. E indovinate: nessuno dei poveri tapini che hanno raccolto, collezionato, ricercato, integrato e discusso gran parte dei dati è stato citato in questo lavoro!
Ecco come funziona l’università italiana, e sapete cosa vi dico: sono STRA contento di esserne uscito, nonostante avessi tutte le carte in regola per poter arrivare ad un posto di PhD per merito scolastico. Preferisco un milione di volte farmi il culo quadrato dalle 8.30 alle 17.30 (e alle volte anche di più e di sabato e domenica) come impiegato, prendere uno stipendio fisso e modesto a fine mese e sentirmi gratificato da ciò che faccio, sentirmi integrato tra i colleghi e amato dalla gente che veramente conta piuttosto che vedere la mia dignità calpestata in modo infame da baronie, proprità e metodi da università ottocentesca.







