
By aha42
Vivere venticinque anni a Castiraga Vidardo ha significato per me essere allo stesso tempo spettatore ed attore della metamorfosi e della crescita di un paese. Indubbiamente la Castiraga Vidardo degli anni ’80 e ’90 del secolo scorso, nella quale ho mosso i primi passi da bambino e da ragazzo, non è la cittadina di questo decennio, caratterizzata da un forte aumento demografico e dell’edilizia privata, a mio avviso non sempre pensata ed attuata con armonia rispetto alle reali esigenze della comunità; non è mia intenzione polemizzare sulle politiche demografiche e di espansione residenziale attuate dall’amministrazione Pecorari (Vidardo 2000), lascio ai lettori l’approfondimento di queste tematiche, magari con la lettura attenta e meticolosa degli ultimi volantini della lista civica Vidardo Viva (vedi “Il Viale” n°13, novembre 2008). Vorrei portare però la vostra attenzione su un altro punto molto controverso di questi dieci anni di amministrazione comunale ma che raramente è stato posto all’attenzione della cittadinanza. Che fine ha fatto la Cultura a Castiraga Vidardo? Questa è una domanda che mi faccio da un po’ di tempo, da molti anni a dire il vero e penso sia un quesito condiviso da molti miei concittadini. Sono sempre stato un lettore appassionato di romanzi, di saggistica, di letteratura scientifica e sono stato un frequentatore assiduo ed appassionato della Biblioteca Civica, fino alla fine degli anni’90. Un tempo questa istituzione, prima situata nel vecchio palazzo comunale e poi trasferita nella ex-Sala Civica, rappresentava il vero fulcro della vita culturale del paese. Esisteva una commissione omonima, che si riuniva frequentemente e lavorava duramente per portare Cultura, Costume ed Informazione a tutta la cittadinanza.
Per Cultura intendo mostre, presentazione di libri, serate a tema, concorsi letterari rivolti anche ai ragazzi, corsi di lingue, gite nei luoghi storici o di forte interesse artistico-culturale e molte altre iniziative.
Di tutto ciò oggi non è rimasto praticamente traccia, se non qualche episodica iniziativa in questo senso. La Biblioteca ha praticamente smesso di funzionare da otto anni! E’ stata letteralmente abbandonata a se stessa e lasciata a marcire, libri compresi!
In tutto questo tempo, è stato nullo lo sforzo per il rinnovo del catalogo (fermo quindi al 1999), dei servizi bibliotecari e in generale del servizio culturale offerto al paese, senza contare che la biblioteca è stata CHIUSA per parecchi anni! E’ singolare che proprio ora, a ridosso delle elezioni, l’amministrazione si stia affrettando per rimettere in piedi un servizio che pareva dimenticato. Il tutto è stato trasferito in fretta e furia (o è in corso di trasferimento da più mesi, non si è ancora capito), presso una delle aule dell’ex-scuola materna. Nonostante questo tentativo abbastanza goffo, di salvare la faccia davanti ai cittadini, resta un fatto agghiacciante:IN DIECI ANNI NON UN CENTESIMO E’ STATO MESSO A BILANCIO PER VALORIZZARE LA BIBLIOTECA CIVICA E LE SUE ATTIVITA’ CARDINE. Eppure basterebbero poche migliaia di euro, investite ogni anno, per mantenere in buona salute questo servizio che, al contrario, nei paesi vicini è tenuto in grande considerazione e valorizzato costantemente ogni anno con fondi e materiali.
La politica culturale (se di cultura si può parlare) portata avanti dall’attuale amministrazione è stata un’altra; ha puntato tutto su eventi di spettacolo più che di cultura ma è bene sottolineare che non sono la stessa cosa! Grandi manifestazioni, grandi contenitori, grandi costi, ma di cultura, ahimè, di quella veramente poca. E’ stato fatto un passo importante: l’istituzione della Pro Loco rappresenta infatti uno sforzo organizzativo forte per quanto riguarda la realizzazione di attività più ludiche e ricreative, cose assolutamente necessarie per rendere vivace e piacevole il posto in cui si vive ma a mio avviso l’offerta di una biblioteca e di una commissione che se ne occupi in maniera esclusiva è complementare ed assolutamente necessaria in un paese che conta ormai quasi 3000 anime, a maggior ragione se si pensa alla disarmante carenza culturale oggi dominante nei media tradizionali, oltre alle statistiche nazionali che mostrano una sempre maggiore disaffezione degli italiani verso libri, arte, storia e lettura.
Ritengo dunque che valorizzare l’attività della Biblioteca sia una grossa priorità per la prossima amministrazione del paese. Il gruppo Vidardo Viva pone la questione tra le sue priorità. E’ nostra intenzione rendere la biblioteca un luogo moderno, aggiornato, culturalmente vivace e a misura di cittadino, come lo era in passato, tenendo conto delle realtà multimediali e mediatiche che sono state sviluppate nel frattempo, in questi dieci anni di totale disinteresse per questo luogo civico: ad esempio l’avvento e la diffusione di internet, i nuovi supporti mediatici, i nuovi strumenti per lo studio, etc. Una biblioteca che sia anche un luogo piacevole nel quale fermarsi a leggere e studiare, che possa diventare anche un punto di riferimento per i ragazzi delle medie e delle superiori, che sia alternativo ai classici luoghi di ritrovo e svolga nel contempo un compito di diffusione culturale tra i più giovani.
Questo è il nostro sogno, modesto, assolutamente realizzabile (volere è potere, non ci sono scuse per 10 anni di incuria e disinteresse!!!) ma che si contrappone all’incubo delle assurde spesse (diverse decine di migliaia di euro), effettuata nel 2008 dall’amministrazione Vidardo 2000 per uno spettacolo di fuochi d’artificio di dieci minuti! In dieci anni la stessa cifra non poteva forse essere utilizzata per rendere al paese un servizio più concreto e permanente? Evidentemente la cultura non è una priorità dei nostri attuali amministratori, piuttosto un peso e una noia, lasciata da parte e mai presa seriamente in considerazione.
Noi ci crediamo.