
Refugee by daveblume (Flickr) by-nc-nd
In questo periodo sto riflettendo su uno dei grandi temi dei nostri tempi, quello delle migrazioni e di come il nostro paese vive ed affronta questo fenomeno.
All’interno del PD, con il mio circolo ed altri amici, stiamo preparando una serata di confronto e dibattito su questo importante argomento ma di questo vi parlerò prossimamente.
Nel frattempo… Si studia.
Ieri sera ho avuto la fortuna di partecipare ad una serata sull’argomento, organizzata dal MEIC (Movimento Ecclesiale di Impegno Civile), una associazione legata all’Azione Cattolica della quale sono aderente da una vita. Relatore della serata è stato Maurizio Ambrosini, docente di “sociologia dei processi migratori” presso l’università di Milano e direttore della rivista “Mondi Migranti”.
Tradurre in poche righe “bloggate” una sintesi di tutto ciò che si è detto durante l’incontro sarebbe limitante. Trovate la registrazione audio e le slides dell’evento QUI e QUI (Radio Lodi si evolve a piccolissimi passi…).

Sans-Papier a Parigi by Pensiero (Flickr) by-nc-nd
Alcuni punti dell’intervento del Professor Ambrosini mi hanno particolarmente colpito; il suo intervento è stato molto razionale e ha svelato molti aspetti del problema che spesso sono nascosti dalla retorica politica di ambo gli schieramenti (piccola nota personale, lungi da me lo strumentalizzare le parole di Ambrosini che è stato assolutamente imparziale nel suo intervento… Le “panzane” però stanno più dalla parte del centro-destra come era prevedibile).
Tanto per cominciare, l’utilizzo della parola “immigrato” è assolutamente irrazionale… Chiamiamo forse immigrati i calciatori extracomunitari? O i mega-dirigenti americani o giapponesi che lavorano in Europa pur non essendone cittadini? Impressionante, vero? Iniziare l’intervento con una considerazione così disarmante nella sua semplicità centra subito il cuore del problema.
L’immigrazione c’è anche perché E’ RICHIESTA da parte della nostra società, è una necessità della nostra civiltà occidentale; è richiesta da famiglie, imprenditori, artigiani. La politica va in direzione “ostinata e contraria” a questo tipo di richiesta da molto tempo ormai; l’eterno scontro tra la razionalità e l’istinto. Questioni come i comportamenti antisociali di una certa parte della popolazione immigrata, sarebbero praticamente risolti mettendo in campo serie politiche di integrazione, facilitando ad esempio i ricongiungimenti famigliari oppure ipotizzando una serie di diritti intermedi antecedenti alla cittadinanza piena, quali il diritto di voto almeno per le amministrative oppure la possibilità di lavorare per aziende pubbliche…

Manifestazione per i diritti - Gianni D. (Flickr) by-nd
Tutto va nella direzione contraria. E’ semplicemente meraviglioso constatare che, nonostante una politica capace solo di innalzare ulteriori bariere e creare difficoltà, l’integrazione è già in atto: le statistiche Caritas indicano Treviso come la città con il più alto punteggio riguardante i parametri indicatori dell’integrazione della popolazione immigrata. Incredibile? Ovviamente questo non grazie alle poco lungimiranti politiche del sindaco Gentilini (Lega Nord); è la società stessa con il suo micro-cosmo lavorativo, le sue famiglie e le sue necessità che fa si che questo miracolo avvenga!
Come dicevo, inutile spendere tante parole. Ci tenevo molto a rendervi partecipi di questa bellissima serata organizzata dal MEIC Lodi. Vi invito a scaricare il materiale dal sito di Radio Lodi per farvi un’idea più precisa e priva di ogni tipo di retorica sul tema delle migrazioni. Buon ascolto!